giovedì 26 marzo 2009

Andirivieni

Come ho potuto pensare di sostituire Debian con XP!?
In effetti vorrei tanto una sospensione funzionante per il mio portatile, ma è troppo poco spostato in giro perché essa sia davvero necessaria.
Debian non mi fa funzionare la sospensione ma almeno il cervello sì.

In conclusione, ho rimesso Debian con il core di Gnome e pochi altri pacchetti e mi pare la soluzione più comoda quella di disinteressarmi oramai definitivamente del sistema di Redmond.
Per KDE4 aspetterò almeno che sia inserito nei repository di Testing.

mercoledì 11 marzo 2009

Migrazioni Inverse

Incredibilmente mi sono trovato nel giro di 24 ore senza più Debian GNU/Linux installata sul mio portatile.
Cosa è successo? Nulla che adesso ricordi, ma per un qualche motivo avevo ripreso a redistribuire sistemi operativi sul mio hard disk da appena 80GB con mille pensieri.
Poi ho ragionato sulla amara realtà: Linux non ha un desktop environment di riferimento che costituisca una risorsa completa e condivisa. La realtà continua a disorientarmi anche se sono anni che utilizzo Linux, anche con molte soddisfazioni.
Per chi non lo sapesse, quando, con il progetto X Window System, arrivò la grafica sui sistemi Unix la giovane Rete era tutto un pullulare di gestori delle finestre spesso difficili da configurare, gestori ancora oggi disponibili anche se sono territorio di una minoranza di esperti e coraggiosi pionieri del quotidiano.
Poi, siccome creare GUI per X non era semplice utilizzando le apposite librerie, sono nati dei toolkit grafici ed in particolare due di essi (GTK+ e Qt) hanno permesso che nascessero convulsamente due enormi progetti per dotare i sistemi *nix di un ambiente desktop: il progetto Gnome ed il progetto KDE.
E' difficile dire in breve della storia, ma la mia conclusione è che non esiste una ragione valida per usare l'uno trascurando l'altro e se consideriamo che di celebre ne è nato un terzo (Xfce) allora la storia dell'asino di Buridano, che mori di fame non sapendo se mangiare il fieno o l'avena, è una buona immagine della situazione.
La normalità dell'utenza è data da due diversi approcci che costituiscono una hegeliana unità degli opposti.
C'è un primo tipo di utente che diremo il 'fondamentalista'. Ha fatto una scelta tra Gnome e KDE comprendendo la filosofia del progetto e spesso ritiene di aver fatto la scelta migliore, almeno per sé. Il secondo tipo è il 'versatile'. Ritiene che siano due grandi progetti e migra periodicamente fra l'uno e l'altro alla ricerca delle novità.

In realtà la comunicazione che avvolge i due progetti costitusce i due tipi come una unità dialettica: ogni cambiamento ha le sue motivazioni e queste rispondono alla filosofia del nuovo progetto di approdo.
Naturalmente sono anche numerosi quelli che, come me, installano entrambi i desktop per poterne usare uno alla volta secondo lo stesso schema ma a distanze di tempo più ridotte.
Distanze ridotte significa maggiore stress: proprio quello che ho deciso di evitare.

Attualmente ho installato esclusivamente Windows XP Professional con una Debian Lenny su macchina virtuale come server di sviluppo: no X!
Linux come deskstop lo eviterò almeno per un po' di tempo. Intendo dedicarmi alla programmazione e (senza offesa) non voglio trascorrere il tempo a cincischiare con interfacce grafiche.

giovedì 26 febbraio 2009

Comme en dormant

martedì 24 febbraio 2009

Eclipse su Debian con il browser integrato

Si può non aver timore di restare alle versioni precedenti di un software e nel caso di Eclipse l'installazione su Debian è banale via APT.



Tuttavia potrebbe capitare che non funzioni il browser integrato, in tal caso una soluzione rapida è installare il pacchetto xulrunner dai repository di Marillat di cui parlerò altrove.
Questo la direttiva in sources.list:

deb http://www.debian-multimedia.org stable main

lunedì 23 febbraio 2009

Virtualizzare Windows XP con VirtualBox

Per chi ha installato Windows XP un mucchio di volte volevo segnalare l'occasione di farlo ancora.
Infatti sto scoprendo le meraviglie della virtualizzazione in ambiente GNU/Linux.

La mia piattaforma è l'ottima Debian 5.0 (Lenny) e sto utilizzando VirtualBox della Sun Microsystem.


Può essere facilmente installato con il comando:

# aptitude install virtualbox


Infine bisogna aggiungere allo stesso modo i moduli adatti al proprio processore e scopo. Basta scegliere il pacchetto dall'output ottenibile con:

$ aptitude search virtualbox


VirtualBox sarà raggiungibile nel vostro menù e con la semplice procedura guidata si potra creare una macchina virtuale e poi installarci sopra un sistema operativo nella maniera di sempre.

Infine installado da gui gli addition si migliorerà di molto la propria esperienza d'uso del nuovo SO virtualizzato.

La documentazione è reperibile sul sito ufficiale insieme ai sorgenti della open source edition, la stessa pacchettizzata da Debian ma di versione più recente.

domenica 15 febbraio 2009

Debian Lenny released!

A questo link si trova l'annuncio ufficiale:
Debian GNU/Linux 5.0 released



Il progetto Debian distribuisce quello che viene detto il sistema operativo universale.
Infatti Debian supporta un numero di ben 12 architetture hardware differenti.
Fornisce un sistema testato, stabile e sicuro in concorrenza con le migliori soluzioni commerciali.
Il progetto Debian è una libera associazione di volontari ed è svincolata dalle eventuali logiche di una qualsiasi impresa di profitto. Quello di Debian è un esempio di quello che possiamo definire il perseguire un profitto sociale.

Debian è inoltre caratterizzata da un contratto sociale verso l'utenza che si può trovare qui.

Una curiosità: il nome Debian deriva dalla contrazione dei nomi (Debra e Ian) del fondatore del progetto e di quella che allora era la sua fidanzata, adesso i due sono felicemente sposati.
Debian Lenny è stata rilasciata a cavallo di S.Valentino quando l'ora Unix è passata per il numero 1234567890.

giovedì 12 febbraio 2009

La punteggiatura del tuo ultimo capolavoro

Dimmi come stai, come ti senti, se la notte ti addormenti.

Nelle mia esperienza formativa, e sono stato formato per tempo sufficientemente lungo da fare di me in ciò un esperto a confronto con i formatori, spesso si sbagliava candeggio.
Candeggiare significa sbiancare, ma se si scrive con l'inchiostro non resta che il bianchetto, un inchiostro particolare da sovrapporre. Mi è capitato sovente di ascoltare di quelle spiegazioni che creavano un parallelo fra un modo giusto ed uno sbagliato di dire e di pensare. Roba del tipo: "spesso ci si sbaglia e si afferma che... cosa non vera poiché..."

Vi renderete conto che se ci si spiega male si lascia imprintato un doppio canale di operare, con una flebile base per scegliere la via corretta. La cultura del silenzio e del mistero ha, quindi, le sue ragioni di essere. Però mai di divenire assordante. Nell'etica la via corretta è un cammino che coinvolge tutti e non è opportuno lungo la strada suggerire delle deviazioni, peraltro spesso inevitabili.



La mia punteggiatura deriva per lo più dai testi scientifici anglosassoni. Per quanto ne sia cosciente, ricordo quelli come capaci di suggerirmi esplicitamente una mia via alla interpunzione, specie nelle traduzioni di cui abbisognavo negli studi.

Mi addormento bene, se poi prendessi a dire peste e corna degli insegnanti in genere... non saprei.